Sindrome di Rett ☑

PROGETTO COMPLETATO – Supportato da I-CARE EUROPE Onlus & rIcerCARE

La sindrome di Rett è una malattia dello sviluppo neurologico che colpisce quasi esclusivamente le bambine (1 caso su 10000 nuove nate) ed è la seconda causa di ritardo mentale nelle bambine.  La Rett classica è caratterizzata da sviluppo apparentemente normale nei primi 6-18 mesi di vita e, successivamente, perdita della motricità grossolana e fine già acquisita, perdita della capacità di interagire e socializzare e comparsa di movimenti stereotipati delle mani. L’evoluzione e la gravità della malattia sono molto variabili e sono state osservate diverse varianti atipiche.

Nel 95% dei casi la malattia è dovuta ad una mutazione (loss of function) nel gene MECP2 (methyl CpG-binding protein 2), mentre in circa il 5% dei casi la mutazione è sul gene che codifica per la protein chinasi CDKL5 (variante della Rett conosciuta come Early infantile epileptic encephalopathy, EIEE), entrambi sul cromosma X. La maggior parte dei bambini affetti da CDKL5 soffre di crisi che iniziano nei primi mesi di vita. La maggior parte di questi bambini non può camminare, parlare o nutrirsi, e molti sono su sedia a rotelle.

Attualmente non esiste una terapia per questa malattia e la causa principale di tale fallimento è da attribuire alla mancanza di un valido modello neuronale, human based. I modelli animali e quelli basati su neuroni animali non sono infatti in grado di ricapitolare adeguatamente le caratteristiche della malattia umana.

Scopo del progetto

Contribuire allo sviluppo di un modello in vitro human based di sindrome di Rett (MeCP2) e sua variante CDKL5 nell’ottica dell’ animal replacement. Il modello è basato su hiPSCs (cellule staminali umane pluripotenti indotte) derivate da fibroblasti di pazienti, da cui vengono differenziate dapprima le cellule staminali neurali e poi neuroni. Esistono evidenze nell’uomo che lo stress ossidativo abbia un ruolo nella patogenesi della Rett e che i farmaci antiossidanti abbiano effetti benefici nei pazienti. Il presente studio è volto perciò nello specifico a valutare la risposta delle cellule umane (dai fibroblasti ai neuroni) allo stress ossidativo e a testare delle sostanze antiossidanti di origine naturale, quali candidati farmaci. Vengono inoltre osservate le differenze morfologiche in assenza e presenza di stress ossidativo, nei vari stadi di sviluppo da hiPScs a NSCs a neuroni.